Punta Perotti
8 maggio 2000 - Inizia il processo d'appello contro gli otto imputati. Massimo Piccioli, che sostituisce il pg Mirabile, chiede l'assoluzione di tutti con formula piena, "perchè il fatto non sussiste".
5 giugno 2000 - La Corte d'appello di Bari revoca la confisca degli immobili ritenendoli legittimi e assolve con formula piena gli imputati "perchè il fatto non sussiste". Per la Corte d'Appello il manufatto rientra nell'area destinata ad insediamenti turistici, artigianali e industriali, prevista dal piano di lottizzazione. Zona che secondo la Corte di Cassazione "può avere tutte le destinazioni d'uso possibili con esclusione di quelle industriali", in quanto è esente dal vincolo di inedificabilità della Legge Galasso perchè ricompresa nei PPA. Inoltre, secondo la Cassazione, per la costruzione degli immobili non era neppure necessario il nulla osta paesistico della Giunta regionale "non sussistendo alcun divieto di edificabilità" nè ai sensi della legge Galasso nè ai sensi della legislazione regionale emanata dopo l'adozione dei piani di lottizzazione e contenente una disciplina della deroga al divieto di edificabilità pi๠rigorosa e restrittiva di quella prevista dalla legge Galasso.
26 ottobre 2000 - Il procuratore generale, Riccardo Dibitonto, chiede alla Cassazione di annullare la sentenza assolutoria della Corte d'Appello, in quanto il complesso sorge sulla fascia F del piano regolatore destinata ad attività terziaria. La zona è sottoposta, quindi, a vincolo di inedificabilità assoluta in base alla legge regionale n.56 del 1980 sulla tutela del territorio sia in base alla Legge Galasso. Al ricorso si aggiungono il Ministero per i beni ambientali e culturali ed associazioni ambientaliste che si costituiscono parte civile.
29 gennaio 2001 - La III sezione penale della Cassazione, dopo sette ore di dibattimento, dispone il ripristino della confisca del complesso e dei suoli dove sorge la lottizzazione Punta Perotti. Il provvedimento è definitivo in quanto non sono previsti altri gradi di giurisdizione. I costruttori vedono così sfumare un affare da centinaia di miliardi e preannunciano un ricorso per risarcimento dei danni contro il Comune di Bari. Viene così annullato senza rinvio la sentenza emessa il 5 giugno 2000 dalla Corte di Appello di Bari e viene riattivata la sentenza emessa dal GUP della Pretura di Bari, Maria Mitola. Viene confermata l'assoluzione degli imputati "perchè il fatto non costituisce reato".
23 febbraio 2001 - Il Sindaco di Bari riceve dalla procura della Repubblica il dispositivo della sentenza della Corte di Cassazione. Egli deve, così, provvedere all'immediata trascrizione nei registri immobiliari dei terreni acquisiti dal Comune.